Introduzione
Domenica scorsa abbiamo iniziato questa serie sui momenti
fondamentali della vita di Gesu’; lo scopo di questa serie e’ quello di vedere
e studiare le orme che Gesu’ ha lasciato: seguire i suoi esempi imparare dalle
lezioni che ha impartito negli vissuti sulla terra. Proprio come dice Pietro
nella sua prima epistola
1 Pietro 2:21 “Infatti a questo siete
stati chiamati, poiche’ anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un
esempio, perche’ seguiate le sue orme”
Il primo momento
fondamentale della vita di Gesu’ era la Sua incarnazione, la Sua venuta sulla
terra. Abbiamo visto come questo evento sia pieno di insegnamenti e verita’ per
noi, anche verita’ insondabili per la nostra mente umana. Come era possibile
che Gesu’ era vero Dio e vero uomo allo stesso momento? La nostra mente
limitata non puo’ comprendere appieno questa verita’, la dobbiamo accettare per
fede sulla base di quello che ci dicono le scritture.
Voglio giusto rileggere un versetto citato da Gian Luca Col 2:9 in lui abita corporalmente tutta la pienezza
della Deità; In Gesu’ e’ presenta tutta la pienezza
dell’essenza di Dio, tutte le caratteristiche di Dio. Gesu’ e’ Dio, al 100%,
non gli manca nulla, non c’e’ una virgola o uno iota in meno in Gesu’ rispetto
a Dio. Vedremo piu’ avanti oggi l’importanza di questa verita’ assoluta.
L’evento che vedremo sancisce un
momento di svolta nella vita di Gesu’ sulla terra. Dopo l’incarnazione passano
circa trent’anni senza che nulla di particolare avvenga nella vita terrena di
Gesu’ almeno i 4 vangeli non ci riportano avvenimenti particolari oltre alla
visita di Gesu’ nel tempio quando era un adolescente. Ma, qualcosa sta per
cambiare, perche’ il ministero di Gesu’ sta per diventare pubblico, Gesu’
iniziera’ a farsi conoscere e a predicare quel messaggio meraviglioso della
vita eterna.
Illustrazione
L’inizio di un mandato, l’inizio di un incarico di solito
viene sancito in maniera particolare: pensiamo al presidente degli Stati Uniti,
dopo la sua elezione, che di solito avviene in novembre, ci sara’ un momento
particolare in un cui lui insediera’ la casa Bianca, prendera’ possesso
effettivo di quell’incarico; verra’ investito ufficialmente del titolo che gli
appartiene ormai da qualche mese, e questo avviene in gennaio. E questo momento
particolare non avviene in silenzio, in privato ma bensi’ viene fatto in
maniera pubblica, tutte le televisioni del mondo sono collegate per vedere il
presidente giurare fedelta’ alla costituzione Americana. Questo momento
sancisce l’inizio ufficiale dell’incarico che durera’ quattro anni. Ovviamente
potevo fare mille altri esempi simili a questo, perche’ anche in Italia quando
viene eletto il presidente della Repubblica, o quando viene eletto un nuovo
governo avviene piu’ o meno la stessa cosa. Possiamo pensare anche al passato,
quando c’era un nuovo Re: la prima volta che si sedeva sul trono non passava
inosservata ma tutto il popolo era presente a questa investitura. Proprio
pensando
Cosi’ fu per Gesu’; nel momento in cui Lui stava iniziando il suo ministero pubblico, ci fu se vogliamo, una cerimonia ufficiale, un investitura ufficiale. Il Suo status, la Sua essenza, la Sua natura non cambiarono; non divenne qualcosa di nuovo nel momento di questa investitura. L’investitura fu un ufficialita’ pubblica, per rendere testimonianza pubblica di quello che stava per accadere.
Serie: Momenti Fondamentali della Vita di Gesù
Oggi inizieremo una nuova serie di predicazioni fino alla domenica dopo la Pasqua, dal titolo Momenti fondamentali della vita di Gesù.
Cercheremo di ripercorrere il cammino del Signore dalla sua nascita alla sua ascensione in cielo e cercheremo di cogliere da questi eventi e circostanze delle lezioni pratiche per la nostra vita.
L’apostolo Giovanni scrisse: 1Giov 2:5-6 Da questo conosciamo che siamo in lui: chi dice di rimanere in lui, deve camminare com'egli camminò.
E ancora l’apostolo Pietro: 1Pi 2:21 Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme.
Essere cristiani, essere in Cristo, non è solo una condizione, uno status, ma significa anche seguire Cristo, imitarlo.
Camminare come Gesù, seguire le sue orme, è questa la volontà di Dio per noi.
Con queste predicazioni vogliamo cercare di vedere le orme che Gesù ha lasciato nelle strade battute che percorreva, per poter mettere sopra i nostri piedi, per imitare il suo carattere e il suo cammino e dimostrare che siamo in Lui.
1- L’incarnazione: Dio con noi
(Giov 1:1-14; Filipp 2:5)
Senza dubbio, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra le nazioni, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria. 1Tm 3:16
Il primo “evento” nella vita di Gesù fu la sua nascita o incarnazione.
Solo poche settimane fa in tutto il mondo “cristiano” si celebrava il Natale: la nascita di Gesù di Nazareth.
Qualche giorno dopo Natale, passeggiavo con la mia famiglia per le vie del centro di Bologna piene di luci, addobbi e vetrine che invitavano ad acquistare ancora regali…
Ad un certo punto un gruppo di gente ci ha incuriosito; erano intorno ad una piccola grotta naturale all’interno di un palazzo, dentro la quale era stato allestito un presepe. Quando arrivò il nostro turno potemmo anche noi vedere la bellezza di quel presepe, veramente caratteristico, con un bel paesaggio, belle statuine che rappresentavano antichi mestieri, una cascatina d’acqua, e in primo piano la mangiatoia con Giuseppe, Maria, il bue e l’asino… ma la culla era vuota. Mancava il bambino…
Tradizionalmente il bambino viene deposto nel presepe allo scoccare della mezzanotte della Vigilia di Natale, ma erano già passati alcuni giorni ormai…
Come mai non c’era il bambino che rappresentava Gesù? Forse era stato rubato o forse si erano dimenticati di metterlo…
Ma quella immagine della culla vuota mi ha colpito e mi ha fatto pensare che per molti il Natale è veramente questo: una culla vuota!
Non perché, come noi, sanno che Gesù non è più un bambino, ma è cresciuto, morto, risorto e asceso in cielo dove siede alla destra di Dio, ma perché semplicemente Gesù non ha un posto nella loro vita.
Eppure tutti si chiedevano quella mattina “ma dov’è il bambino? Come mai non è al suo posto?”
E chissà quelle persone cosa pensano veramente di quel bambino di nome Gesù…
Il vero
adoratore adora nel modo giusto
“TI AMO”… due piccole
parole con un significato enorme. “TI AMO” lo diciamo alla persona per la quale
proviamo sentimenti particolari, che non proviamo per altre persone. Quando
diciamo “TI AMO” il nostro cuore si riempie di passione, di calore… con due
brevi parole comunichiamo un’immensità di sentimenti positivi. “TI AMO” lo
diciamo anche perché conosciamo bene quella persona, perché sul suo conto
sappiamo
[GESU’
E LA SAMARITANA]
Il testo più profondo sull’adorazione nel Nuovo Testamento è sicuramente
Giov. 4.23, 24. Gesù dice a una donna samaritana: “…
l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in
spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è
Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità»
L’incontro tra Gesù e questa
donna mostra chiaramente la grazia di Dio nell’avvicinarsi all’uomo peccatore.
Gesù doveva andare in Galilea ma non doveva necessariamente passare per la
Samaria; c’erano altre strade e per un giudeo passare di lì significava quasi
venire meno a un preciso divieto, quello di non avere contatti con i
Samaritani, considerati nemici storici, persone da odiare e da evitare. Gesù,
invece, ci passa di proposito, perché vuole raggiungere anche quel popolo
odiato e dimenticato. Gesù va incontro a una donna adultera, che vive e
persevera nel peccato, con l’obiettivo di cercare una vita persa e trasformarla
in una fonte di vera adorazione. Questo è il motivo per cui Dio ha mandato
Gesù: cercare veri adoratori.
[IL
TESTO]
Leggiamo
Giov. 4.7-
Il vero
adoratore adora la persona giusta
Per
conoscere bene una persona bisogna frequentarla, passare del tempo insieme,
condividere esperienze comuni. Le persone che conosciamo meglio sono quelle con
le quali abbiamo instaurato un rapporto di amicizia o di amore: il tuo migliore
amico o la tua migliore amica, tuo marito, tua moglie, i tuoi figli, il tuo
ragazzo, la tua ragazza… La conoscenza che abbiamo di loro non si basa solo sul
fatto che sappiamo come si chiamano, da dove vengono, dove abitano, dove
lavorano e quali sono le loro abitudini. Sappiamo molto di più: cosa li
appassiona, cosa li rende felici, come reagiscono a determinate circostanze,
quali sono i loro bisogni principali. Ma, sei proprio sicuro di conoscere
veramente la persona con la quale vivi o le persone che reputi fondamentali e
con le quali ti relazioni tutti i giorni? Come reagiresti se un giorno ti
dovessi rendere conto che per anni hai parlato e condiviso la tua vita con una
persona che in realtà non hai mai conosciuto? Ne saresti deluso o questa
scoperta sarebbe la motivazione giusta per conoscerla veramente a fondo?
“7
Una donna di Samaria venne per attingere l'acqua. E Gesù le disse: «Dammi da
bere», 8 perché i suoi discepoli erano andati in città a comperare del
cibo. 9 Ma la donna samaritana gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi
da bere a me, che sono una donna samaritana?» (Infatti i Giudei non hanno
rapporti con i Samaritani). 10 Gesù rispose e le disse: «Se tu
conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere",
tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». 11
La donna gli disse: «Signore, tu non hai neppure un secchio per attingere e il
pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua
viva? 12 Sei tu forse più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede
questo pozzo e ne bevve egli stesso, i suoi figli e il suo bestiame?». 13
Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora sete, 14
ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma
l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita
eterna». 15 La donna gli disse: «Signore, dammi quest'acqua, affinché io
non abbia più sete e non venga più qui ad attingere». 16 Gesù
le disse: «Va' a chiamare tuo marito e torna qui». 17 La donna rispose e
gli disse: «Io non ho marito».
Gesù le disse: «Hai detto bene: "Non ho marito", 18 perché tu
hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai
detto la verità». 19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un
profeta” (Giov. 4.7-19)
La particolarità
del colloquio tra Gesù e la samaritana è che Gesù conosce la persona che ha
davanti; perciò il modo in cui interagisce con lei è preciso. Lui va alla
radice di un problema e una volta risolto, passa a quello successivo. La parte
del discorso su cui ci concentriamo oggi nasce da un’antica disputa tra i
Giudei e i Samaritani: qual è il luogo giusto dove adorare?
“20 I nostri padri hanno adorato su
questo monte (cioè il monte Garizim), e voi dite che è a Gerusalemme (cioè sul
monte Sion) il luogo dove si deve adorare». 21 Gesù le disse: «Donna,
credimi: l'ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il
Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che
conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l'ora viene, anzi
è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità,
perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano
devono adorarlo in spirito e
verità». 25 La donna gli disse: «Io so che il Messia, che è chiamato
Cristo, deve venire; quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa». 26
Gesù le disse: «Io sono, colui
che ti parla» (Giov. 4.20-26)
La donna
deve capire che ha un bisogno urgente di Gesù e che tutta la sua vita spesa nel
peccato deve essere reindirizzata verso lo scopo principale per il quale è
stata creata: adorare Dio! Gesù avrebbe inaugurato una nuova era, nella quale
l’adorazione non è più riservata a un luogo preciso. Quello che deve essere
importante per lei non è DOVE adorare ma CHI ADORARE e IN CHE MODO. L’obiettivo
di Gesù è farle capire chi sono i
veri adoratori.
1) Il vero adoratore adora la persona giusta.
2) Il vero adoratore adora nel modo giusto.
Oggi ci soffermeremo sulla prima parte, Il vero adoratore adora la persona giusta.
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