Momenti Fondamentali della vita di Gesu'

La preghiera del vincitore

Giovanni 17  |  28 marzo 2010

 

 And the winner is…” è la formula che viene pronunciata ogni volta che si consegna l’Oscar. L’Oscar è un premio cinematografico, che viene consegnato al miglior attore / attrice, al miglior regista, per la migliore sceneggiatura, i migliori effetti speciali, la migliore colonna sonora. Come sarà la vita del vincitore di un Oscar? Notorietà, soldi, tanti film... un oscar ti cambia letteralmente la vita. Mettiamo il caso che tu vinca un Oscar. Come sarebbe la tua vita? Con quale atteggiamento la vivresti?

Negli ultimi capitoli del vangelo di Giovanni, prima della crocifissione, Gesù si occupa dei suoi discepoli. Mentre i capp. 1-12 si concentrano sul rifiuto di Gesù da parte della nazione di Israele, i capp. 13-17 si concentrano su coloro che lo hanno ricevuto. A partire dal cap. 13 Gesù interrompe il suo ministero pubblico per svolgerne uno privato in mezzo a coloro con i quali ha vissuto per 3 anni, condividendo i momenti più importanti e intimi della sua vita. In questi capitoli troviamo l’addio di Gesù la notte del tradimento e del suo arresto, l’annuncio ai discepoli di quanto lui stava per compiere, la promessa della venuta dello Spirito Santo e la spiegazione del suo ministero specifico e, infine, la sua preghiera per loro. Solo un giorno separava Gesù dalla croce. Siamo nella “sala di sopra”, quella nella quale Gesù e i 12 stanno trascorrendo le ultime ore insieme. Gesù si concentra su di loro, conosce i loro cuori, sa che sono disorientati e soprattutto conosce già quello che stavano per affrontare e le difficoltà enormi che avrebbero avuto una volta che lui non c’era più. Gesù mostra il suo amore per loro donando il suo tempo prezioso, il tempo che avrebbe potuto trascorrere stando solo, pensando a se stesso e al dolore che di lì a poco avrebbe dovuto sopportare. Stava per portare su di sé i peccati di tutto il mondo, di tutti gli uomini, di tutte le età passate, presenti e future eppure si preoccupa della salute morale e spirituale di 12 uomini (anzi 11), nelle mani dei quali stava consegnando il futuro della sua chiesa. Non solo passa del tempo con loro ma prega per loro. Alcuni studiosi pensano che Gesù rivolse la preghiera contenuta in Giovanni 17 proprio nella sala di sopra, dopo aver terminato il suo discorso ai discepoli  e dopo l’ultima cena. Poi lui e i suoi discepoli cantano il tradizionale salmo della Pasqua, lasciano la sala di sopra per dirigersi verso il giardino del Getsemani. Dovunque abbia fatto questa preghiera, una cosa è certa: è la più grande preghiera che sia mai stata fatta, non solo perché l’ha fatta Gesù ma perché il suo contenuto ha un valore immenso. L’approccio che dovremmo avere davanti a questo capitolo ogni volta che lo leggiamo è di umiltà e adorazione, perché abbiamo il privilegio raro di ascoltare il Figlio di Dio che conversa con suo Padre qualche ora prima di dare la sua vita come pagamento per il nostro peccato.

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Inserito 16 Jun 2010 da M. Pasquale
La vera adorazione: Perche' Adorare?

Giuliano Santangelo
Chiesa Cristiana Evangelica Nuova Vita (Bologna)

LA VERA ADORAZIONE: il gioiello mancante



Questa è una corona. Le corone vengono messe in testa ai re e alle regine e questa evidentemente è una corona da regina. A guardarla bene dà l’idea di essere una corona di grande valore, infatti è fatta di gioielli. Il valore di una corona è dato proprio dal materiale con cui è fatta. Una corona di cartone o di plastica ha poco valore, anche se indossata da un re o da una regina. Ma questa corona ha un particolare: manca un gioiello. Penso che nessuna regina sarebbe disposta a indossarla, fosse pure la corona più preziosa al mondo. Il fatto che le manca un gioiello le fa perdere molto del suo valore.
Circa un anno fa abbiamo cominciato una serie di 9 predicazioni sulla vera adorazione con l’obiettivo di prendere una seria decisione: adorare Dio nel modo in cui lui lo richiede. Sarebbe difficile fare un riepilogo di tutto quello che è stato detto. Mi limito ad alcune affermazioni che ne danno un quadro breve ma completo.
1. L’adorazione è l’onore e l’omaggio offerti a Dio con un cuore che si piega e si umilia alla sua presenza.
2. Adorare vuol dire rispondere rispettosamente e con gioia alla presenza di Dio nella nostra vita.
3. L’adorazione è il frutto di labbra che confessano continuamente il nome di Dio per mezzo di Gesù Cristo.
4. Esiste una falsa adorazione, quella che si crea un falso Dio personale; quella che viene offerta a Dio senza che il cuore sia coinvolto o con un cuore consapevole di vivere nel peccato ma senza nessuna intenzione di abbandonarlo.
5. L’adorazione ha molti nemici: la tradizione, il legalismo, Satana, il mondo. Ma il suo nemico più grande è la nostra carne. La carne sferra il suo attacco attraverso l’orgoglio, l’autosufficienza, l’autocommiserazione.
6. Nella nostra vita ci possono essere idoli nascosti: me stesso, i miei beni, l’opinione degli altri.
7. Ma, chi è allora il vero adoratore? E’ colui che adora la persona giusta, cioè Dio in quanto Padre Dio in quanto Spirito.
8. Il vero adoratore è colui che adora nel modo giusto, sulla base della verità che la Scrittura rivela intorno al carattere di Dio, esprimendo tutti i sentimenti che questa verità produce nel suo cuore.
Perché adorare?” La risposta è racchiusa in 4 VERITA’ che ci riguardano personalmente. Dobbiamo adorare perché siamo:
1. CREATI PER ADORARE
“Perché sono nato? Qual è lo scopo della mia vita?” Sono domande a cui l’uomo non riesce a dare una risposta.

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Inserito 24 Mar 2010 da M. Pasquale
Momenti Fondamentali della vita di Gesu', Il Re Servo

Da qualche settimana stiamo percorrendo alcune tappe fondamentali del cammino del Signore Gesù cercando di trarne delle lezioni pratiche per la nostra vita.

Ragioni di tempo ci impongono di fare un grosso salto in avanti negli eventi del Suo ministero sulla terra, consapevoli di tralasciare episodi anche rilevanti come l’insegnamento conosciuto come “il sermone sul monte”, i miracoli, la confessione di Pietro o la trasfigurazione. Sicuramente dopo il termine di questa serie di predicazioni sugli eventi torneremo un po’ indietro e affronteremo gli insegnamenti di Gesù attraverso alcune parabole.

Oggi non ci riferiremo ad un solo evento vissuto da Gesù, ma ad alcuni che metteremo in relazione e ci mostreranno sia il carattere del ministero del Maestro sia una lezione fondamentale per i discepoli e per noi.

Voglio citare ancora una volta un brano che ci ha accompagnato sin dall’inizio di questi sermoni, sono parole scritte dall’apostolo Paolo:


Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo,
umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
.

Filipp 2:5-8

Oggi voglio considerare in particolare una affermazione contenuta in questo brano e metterla in relazione con alcuni momenti della vita del Signore:

spogliò se stesso, prendendo forma di servo …”

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Inserito 24 Mar 2010 da M. Pasquale

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