1 Timoteo

“Questa lettera avrebbe fornito a Timoteo una prova documentaria
dell’autorizzazione ad agire in veste di delegato dell’apostolo. Di
conseguenza, essa consiste, per la maggior parte, in un’esposizione
diretta della vita personale e delle attività dello stesso Timoteo”.
– D. Edmond Hiebert

Introduzione 

Coloro che privano la chiesa delle lettere pastorali, negando che siano state scritte da Paolo, arrecano un grave danno alla fede. Abbiamo il sospetto che, per costoro, il problema principale non consista realmente nel cosiddetto “lessico non-paolino” quanto nel modo profondamente paolino in cui i vari termini sono spesso associati! Proprio questi termini, infatti, pronunciano la condanna di quanto tali persone fanno e insegnano. La verità, la bellezza e la forza spirituale di 1 Timoteo si rivelano a chiunque mediti il testo senza preconcetti. Infatti, fra quanti ne negano la paternità paolina, molti hanno di ciò una tale e intensa percezione da essere costretti a ipotizzare, nell’eccellente lavoro del presunto falsario, l’inserimento di frammenti di autentiche lettere paoline! Per esempio, lo scettico francese del XIX sec. Ernest Renan scrive: “Alcuni brani di queste lettere sono così belli che non possiamo fare a meno di domandarci se il falsificatore non avesse tra le mani alcune autentiche annotazioni di Paolo e non le abbia incorporate nella sua composizione apocrifa”.(1) Com’è più semplice accettare l’insegnamento, pressoché universale, della chiesa primitiva secondo la quale questi sono, nella loro interezza, “autentici scritti di Paolo”! In 1 Timoteo troviamo rivelazioni importantissime sull’ordinamento nella chiesa e sul ministero delle donne e dei responsabili di chiesa. Il modo in cui dovrebbe vivere l’uomo di Dio è delineato in maniera evidente da un modello per eccellenza, lo stesso Paolo.

II. Autore

Per un’indagine sull’autore di 1 Timoteo vd. Introduzione alle lettere pastorali.

III. Data Quasi tutti gli studiosi conservatori convengono che 1 Timoteo fu la prima lettera pastorale scritta seguita, subito dopo, da Tito. 2 Timoteo risale al periodo immediatamente precedente la morte di Paolo. Supponendo il rilascio di Paolo dagli arresti domiciliari nel 61 d.C. e tenendo conto dei suoi viaggi successivi, si può far risalire la stesura della lettera agli anni 64-66 d.C. Probabilmente fu scritta in Grecia.

IV. Contesto e temi

Il tema di 1 Timoteo è enunciato chiaramente in 3:14-15:

“Ti scrivo queste cose sperando di
venire presto da te, affinché tu sappia,
nel caso che dovessi tardare,
come bisogna comportarsi nella casa
di Dio, che è la chiesa del Dio vivente,
colonna e sostegno della verità”.

Qui Paolo accenna con estrema semplicità all’esistenza di una linea di condotta consona alla chiesa di Dio e scrive a Timoteo per comunicargliela. Non basta dire a un bambino che si sta comportando male e che deve fare il bravo, se prima non gli si dice che cosa ci si aspetta da lui: il bambino deve sapere qual è il buon comportamento da tenere. Questo è quanto 1 Timoteo fa per i figli di Dio a proposito della chiesa di Dio. Un rapido sguardo ai diversi capitoli conferma il proposito di Paolo. Il cap. 2 ci mostra la condotta da tenere durante la preghiera comunitaria e il ruolo pubblico delle donne. Il cap. 3 evidenzia i requisiti di quanti desiderano ricoprire incarichi di responsabilità e di guida nell’assemblea. Il cap. 5 elenca i doveri della comunità nei confronti delle vedove.