Note Lettera 2 Tessalonicesi

NOTE
1 (1:1) Tessalonica (l’odierna Salonicco) ospita ancora (o di nuovo) una chiesa cristiana.
2 (1:5) E.W. Rogers, Concerning the Future, p. 80.
3 (1:6) George Williams, The Student’s Commentary on the Holy Scriptures, p. 948.
4 (2:1) William Kelly, Elements of Prophecy, p. 253.
5 (2:2) Il testo critico NA ha: “Signore” (Kurios). Il tradizionale Christos (TR, vd. ND)
non è debolmente supportato, trovandosi bensì nella maggior parte dei testi. Alcuni
studiosi ritengono che “il giorno di Cristo” indichi la fase conclusiva della persecuzione,
che potrà iniziare solamente quando si sarà rivelato l’uomo del peccato. I
Tessalonicesi ritenevano, erroneamente, che questo periodo fosse già iniziato. Collegando questo periodo a un evento successivo al rapimento, Paolo confuta efficacemente
tale convinzione.
6 (2:3) Alcuni teologi, come J. Dwight Pentecost, traducono apostasia con “separazione”,
identificandola con il rapimento stesso. Se l’interpretazione è corretta, abbiamo
qui un versetto inattaccabile a conferma del rapimento pre-tribolazionista.
7 (2:3) TR e TM hanno “peccato”; NA ha “iniquità”.
8 (2:4) La preposizione gr. anti, qui usata come prefisso, significa sia “contro” sia “al
posto di”. Entrambi i significati ben si adattano all’Anticristo.
9 (2:6) Nel v. 6 il gr. presenta un articolo e un participio di genere neutro, nel v. 7 un
articolo e un participio di genere maschile.
10 (2:6) E.W. Rogers, Future, p. 65.
11 (2:6) Lo Spirito Santo è considerato neutro per motivi strettamente grammaticali (il
termine pneuma è neutro). Il genere maschile è usato per evidenziarne il carattere
personale (la terza persona della Trinità).
12 (3:5) Entrambe le versioni sono valide traduzioni del genitivo Christou (lett.: “di Cristo”).
La NR lo traduce come genitivo oggettivo (è l’“oggetto” dell’azione indicata dal sostantivo
che lo precede [attesa]), che presenta Cristo come oggetto dell’attesa del credente.
Nella ND è genitivo soggettivo (è il “soggetto” dell’azione indicata dal sostantivo che lo
precede), che presenta Cristo come colui che dà prova di perseveranza.
13 (3:11) Lett. l’espressione gr. suona come segue: “assolutamente non operosi (ergazomenous)
ma invadenti (periergazomenous)”. Si noti la radice “erg” (lavoro).
BIBLIOGRAFIA
Vd. Bibliografia di 1 Tessalonicesi.