Note Lettera di Giacomo

NOTE
1 (1:14) Il termine gr. epithumia indica semplicemente un profondo “desiderio”. In italiano
il vocabolo “concupiscenza” (lat. “concupiscĕre”, bramare) ha assunto, col tempo,
una specifica connotazione sessuale.
2 (1:19a) In luogo di “sappiate” (iste), alcuni mss. e, successivamente, alcune versioni
(come la ND) recano “perciò” (gr. hōste). Quest’ultima è l’interpretazione tradizionale
che meglio si attaglia al contesto, trattandosi di una formula conclusiva che permette
di riepilogare gli insegnamenti riguardo alla condotta alla luce dei vv. 1-18.
3 (1:21) Lo stesso termine greco (psyche) significa sia “vita” sia “anima”: non sempre vi
è certezza riguardo alla traduzione migliore. Allo stesso modo, il verbo “salvare” non
allude necessariamente alla salvezza eterna ma può, bensì, designare la guarigione,
la liberazione, il soccorso ecc. Parimenti, l’espressione “salvare le anime vostre” potrebbe
significare, in alcuni contesti, “fare della vostra vita un successo [per Cristo]”.
4 (2:2-4) Il termine greco usato qui (synagoge) significa “congregazione, assemblea”.
Solo più tardi fu impiegato per indicare le congregazioni giudaiche (“sinagoghe”) e
ciò indica quanto antico sia il testo di Giacomo. “Adunanza”, “assemblea” e “chiesa”
traducono solitamente il termine ekklēsia, il quale designa una riunione di persone
e aveva, originariamente una connotazione politica (cfr. Assemblea Generale delle
Nazioni Unite).
5 (2:14) Comunque, a onor del vero, bisogna ammettere che il testo greco non reca
l’aggettivo dimostrativo “quella” bensì, semplicemente, l’articolo determinativo “la”,
il quale può essere altresì usato con valenza di aggettivo dimostrativo. Entrambe le
interpretazioni sono possibili. 6 (3:5-6) Clovis G. Chappel, Sermons from the Psalms, p. 132.
7 (3:7) Robert G. Lee, Lord I Believe, pp. 166-168.
8 (4:4) Nella maggior parte dei manoscritti si legge: “Adulteri e adultere”. Si tratta di
una probabile allusione a una vera e propria situazione di immoralità tra membri
delle assemblee destinatarie (così la ND). I mss. alessandrini (NA) recano soltanto la
forma femminile “adultere”, che richiederebbe almeno un significato non letterale.
Alcune versioni bibliche sottintendono sia l’adulterio fisico sia quello spirituale.
9 (4:5) Nei mss. più antichi non esiste differenziazione tra caratteri maiuscoli e minuscoli.
Teoricamente in tutti quei casi in cui, nel N.T., sussista un dubbio circa il
riferimento allo spirito o allo Spirito santo, la “S” dovrebbe comparire con carattere
intermedio tra la “S” maiuscola e la “s” minuscola. Poiché tale differenziazione è
assente, i traduttori e i curatori devono stabilire il riferimento in base al contesto. Su
questo e su alcuni altri punti, molti bravi esegeti non sono concordi.
10 (5:9) Sia NA che M hanno: “giudicati”. Nondimeno, poiché il contesto suggerisce un
verdetto negativo, la traduzione “condannati” sarebbe altrettanto valida.
11 (5:12) M propone una variante di lettura molto interessante. NA (NR) ha “sotto il
giudizio” (hypo krisin). M, invece, ha “nell’ipocrisia” (eis hypokrisin). Se la preposizione
“eis” (in, nel, nella) fosse caduta per errore di trascrizione, sarebbe naturale
accettare il prefisso di hypokrisin come una preposizione separata: in tal modo si
avrebbe dunque hypo krisin, “sotto giudizio”. Entrambe le espressioni si adattano
perfettamente al contesto: tutta la lettera di Giacomo, infatti, costituisce un avvertimento
a non cadere nell’ipocrisia religiosa.
BIBLIOGRAFIA
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Wm.B. Eerdmans Publishing Company, 1976.
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