Verso i monti

Ebrei 5 : 8

benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì;

Cristo crocifisso: un esempio di sofferenza Il Nuovo Testamento, se da una parte insiste che il vero scopo per cui Gesù ha sofferto era per i nostri peccati, dall’altra ci indica che la sofferenza del Salvatore è un esempio di come noi, come suo popolo di credenti, dobbiamo affrontare la nostra sofferenza. Perciò l’apostolo Pietro, rivolgendosi agli schiavi cristiani, li invi­ta a sopportare le loro sofferenze in modo sottomesso, anche se non aveva fatto niente di male: “Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente”(1 Pietro 2:21-23). Cristo ci ha lasciato un esempio. La parola greca usata per esempio deriva dall’ambiente scolastico, e si riferisce a un modello scritto che il bambino che imparava a scrivere doveva copiare. Dobbiamo guardare a Cristo e imparare a come va sopportata la sofferenza. In quel passo, l’apostolo mette a fuoco quattro cose riguardo alla sofferenza del Salvatore. Primo, la sua vita santa: “Egli non ha peccato”; secondo “Nella sua bocca non si è trovato nessun ingan­no”; terzo, il suo spirito paziente: “Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava”; e quarto, la sua fede: “Si rimetteva a colui che giudica giustamente”. L’autore della lettera agli Ebrei scrive: “Considerate perciò co­lui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’ani­mo” (12:3). Sì, consideriamo lui. Nelle nostre sofferenze e tribolazioni Gesù stesso deve essere la nostra considerazione principale. Dobbiamo fissare i nostri occhi su lui. Colui che ha sofferto per noi ci mostra come dobbiamo portare le nostre sofferenze.